Si sono riuniti nel nord Inghilterra quasi tutti i potenti del mondo, Cop 26 a Grasgow, per fermare il riscaldamento globale.  Dagli accordi che hanno ottenuto si capisce quanto sia difficile la strada che si sta percorrendo, dalle facili accuse che si sono fatte a chi non rispettava gli accordi si è passati a un atteggiamento opposto, una cautela che oserei dire strana.

Si sono impegnati a smettere la deforestazione nel 2030, nove anni di deforestazione garantita, niente male. Per l’ emissioni industriali, quelle più nocive, i paesi in via di sviluppo hanno bisogno di più tempo perché non gli basta, così la Cina e l’India, che sono tra i paesi più inquinanti al mondo, dicono che si adegueranno alle normative nel 2070 cioè tra 49 anni! Vi immaginate quello che succederà in questo arco di tempo se solo solo si paragonasse a quello che è successo in questi ultimi 50 anni? Inutile disquisire, sono accordi che hanno il tempo che trovano. In più i paesi in via di sviluppo più le neo potenze industriali si giustificano che se l’occidente industrializzato ha inquinato dall’ ottocento in poi anche i restanti paesi dovrebbero fare lo stesso per una lunghezza di tempo simile per avere un uguaglianza con i paesi avanzati. In questa scala di proporzioni non si capirebbe, ad esempio, tra quanti anni l’Indonesia, il feudo di Mittal massimo produttore siderurgico al mondo, potrà adeguarsi agli altri paesi virtuosi, forse nel tremila nel tremila e cinquanta. Poi il Congo, ancora più arretrato, pieno di fabbriche chimiche di estrazione petrolifera e poi tutti gli altri quando? Insomma non se ne verrà mai fuori. In compenso c’è stata una manifestazione di 100 mila persone, alcuni dicono 200mila, insomma un grande successo. Forse tutti non sanno che Glasgow è piena di numerose università e scuole tecnologiche come pure la vicina Edimburgo,  tutte rivolte al Green, non a caso Boris Johnson ha fatto molto di più degli onori di casa. 25 miliardi di dollari all’anno verranno stanziati stanziati dal Climate Action Plan, presumo soldi del fondo monetario internazionale, per l’agricoltura. Forse l’intento di tutto è la finanza ecologica come dice Draghi, i cui esiti sono tutti da scoprire e quì ci sarebbe tanto da dire ma lascio immaginare la fine che fanno i soldi una volta stanziati.  Perché dico tutto questo? Perché gli artisti che con le loro opere si sono fatti profeti del futuro si dovranno adeguare di brutto a questa nuova situazione che delude le aspettative. Se il grosso dell’inquinamento è quello di questi ultimi 70- 90 anni che ai ritmi attuali proseguirà in maniera più nefasta nei prossimi anni, cosa si potrà salvare nel futuro immediato? Non rispondo, tanto è prevedibile la risposta. per chi ha a cuore l’arte rimando all’articolo precedente sul G20 e la Biennale di S.Paolo preso da un articolo del Foglio online  che offre interessanti spunti

A proposito della foto comica che ho sopra inserito, non dimentichiamoci che anche il peto inquina e che non solo gli allevamenti animali sono da mettere sotto accusa ma anche gli “allevamenti” umani che non sono da meno. Siamo quasi 7,867 miliardi di persone è nei paesi del terzo mondo l’indice è spaventosamente in crescita, si stima che entro pochi anni verranno a mancare i luoghi vivibili sulla terra per il progressivo deterioramento ambientale e per l’affluenza spasmodica nei luoghi possibili, ma di questo pare non ci si preoccupi più di tanto.

Rifacciamoci all’altra nuvola, non inquinante, la Nuvola di Fuksas, il centro congressi , progettato come tale, che almeno con il G20 ha riscattato la sua importanza architettonica, prima fungeva da infermeria per le vaccinazioni e prima ancora per delle fiere, ma sempre sott’utilizzato se non abbandonato del tutto.

P.s.: Come si vede in questo video Biden se la dorme e ha ragione, meglio di lui nessuno sa quanto è inutile quello che si sta “facendo” contro il riscaldamento globale. clicca qui

 

Di gila

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