Personale di Marisa Facchinetti
Testo critico di Bruno Aller
Inaugurazione 6 agosto 2021 alle ore 19:00
La mostra proseguirà fino al 16 agosto 2021
“Dalla cognizione del dolore alla cognizione del colore”. E’ il titolo della personale dell’artista
Marisa Facchinetti ed è la XXV mostra ospitata nell’Apocryphal Gallery. La galleria
è visitabile esclusivamente su Instagram nel profilo: @apocryphalgallery.

Bruno Aller ci introduce nelle opere di Marisa Facchinetti:


Se esiste in circolazione un artista che vive e si esprime con la sostanza e l’essenza
del linguaggio pittorico scevro da “fenomeni” letterari questa è Marisa Facchinetti,
che mi permetto di definire pittrice pura. Il titolo della mostra di estrapolazione
gaddiana sembra contraddirmi, ma bensì mette bene in evidenza le molteplici possibili espressioni del suo linguaggio.
Nel dedalo della pittura la Facchinetti libera riavvolge rilancia il filo del “discorso”,
apre spazi per poli segnici-cromatici, dipana pagine sovrapponendo velature
trasparenti liquide per pesi leggeri e materici corpi per contrapporre aspri e gioiosi
“muri” spesso inviolabili difficili da aggirare; sembra che derida il Minotauro,
sembra non avvertire il dramma, “scrive” partiture per “freschi” ideogrammi,
risponde “jazz” al dolore, un jazz cromatico felice libero di coesistere nonostante
l’inevitabile “negativo”, vive ed attua una sorta di catarsi e fa confluire cromie

 

distanti ricercate al puro piacere percettivo ma che corrisponde ad un interiorizzato
sentire. Nulla o quasi all’orizzonte della sua pittura sembra per mimesi apparire, se
non trasognando lo sguardo o strizzando gli occhi s’avverte si odora la trama, un
ordito misterioso, verticale, corsivo alterato alternando il segno che poggia su mi
cantini di vivacissimi colori, un confluire fitto verso un continuum di canne d’organo
con semi-toni e semi-conduttori cromatici, oltre la reiterazione del gesto innervato
uno vicino l’altro uno vibrante sopra l’altro, timbri accorpati energici frizzanti al
“marzemino mozartiano”.
Breve nota biografica: di Marisa Facchinetti

Da quasi un anno e mezzo dall’avvio della sua Apocryphal Gallery,
sintetizza così la vera essenza del progetto: “Era il 10 marzo del 2020. Solitamente
gli artisti per realizzare una mostra si confrontano con lo spazio e per familiarizzare
con esso, entrano, camminano, gli girano intorno, si rapportano, spostano lo sguardo,
alzano e abbassano gli occhi, cercano un suggerimento e attendono con pazienza che
lo stesso luogo gli doni la giusta ispirazione dei formati e dei contenuti.

Ecco allora che l’artista è convocato a misurarsi in una dimensione diversa, mettersi in gioco in
uno spazio fuori dal comune, “falso”, ad interrogarsi e ri-progettarsi in una galleria
inusuale, fuori da ogni canone di spazio espositivo. L’artista, certamente, e ne sono
consapevole, deve decisamente cambiare il ragionamento e pensare al piccolo
formato in una nuova dimensione. Invito dunque ad una nuova scommessa, e chi sa
se forse porterà a nuovi stimoli e a risultati inaspettati.

 

Di gila

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