Emiliano Marinucci

E’ con vero piacere che includo tra i miei articoli la segnalazione delle varie attività artistiche del poliedrico.

Emiliano Marinucci.

Nato a Roma nel 1975 di nazionalità italo americana, consegue un’educazione nel campo delle arti figurative ufficiale e non. Quindi sia nel liceo Artistico e Scuola libera del nudo da un lato, sia a bottega col pittore Gianluigi Mattia e diversi studi di scultori a Pietrasanta. Compie anche studi a Volterra specializzandosi
nella lavorazione dell’alabastro ed agata naturale. Comincia una lunga serie di mostre ed eventi intorno al
connubio tra letteratura e arte figurativa, con un presenza sempre forte di tematiche musicali.
Mostre come “Orfeo, favola in musica e pitttura” del 1995 radicano il legame con la poetica Monteverdiana e la seconda pratica musicale, in un collegamento diretto tra le immagini e il montaggio poetico e
sonoro che veniva diffuso.
Tematica presente anche nelle due mostre del 2003 “Venezia – città degli angeli” e “Passio domini nostri
in tempore belli” presso la galleria San Francesco a Ripa di Roma. Qui la rappresentazione fisica su tela
delle tematiche sacre aveva un vero e proprio paesaggio sonoro in diffusione.
La tematica del sacro e del suo tradimento da parte della società contemporanea costituisce un leitmotiv
della sua produzione.
Citazioni di opere antiche si mescolano a visioni apocalittiche, nella persistente ricerca di Dio.
La pittura e la vita barocca divengono un tema su cui costruire delle variazioni. Nel 2004 infatti dà alle
stampe il suo libro “Il Sole delle paludi – Scene dalla vita dei Gonzaga” un volume che racconta in stile
espressionista la dinastia mantovana. Anche attraverso impressioni di paesaggio, stralci di poesia, disegni
e echi musicali.
Il lungo lavoro come documentarista storico sfociato i diverse produzioni per realtà come Palazzo Venezia, Palazzo Strozzi, Palazzo Ducale di Mantova e Sky Arte lo rende pratico di archivi e documenti antichi.
Passione che sfocia in un ventennale studio su Caravaggio. Cui dedica un ampio ciclo pittorico di citazioni
e ricostruzioni di figure, come appunto fossero emanazioni, suoni, atmosfere. Dettagli che raccontano un
attimo, come fotogrammi. Accompagnati dal testo che pubblica nel 2006 “Sole nero – gli anni romani di
Michelangelo Merisi da Caravaggio”.

Qui la parola è usata in modo evocativo, sonoro, come nel madrigale cinquecentesco, ai cui testi si mischiano le descrizioni degli ambienti, le sensazioni, l’evocazione fisica degli eventi. E’ un testo quasi teatrale, da declamare, quasi suonare con la voce.
Il volume viene presentato con l’esposizione delle opere presso l’Auditorium degli invalidi di guerra in
Roma, tra le opere di Morbiducci e Sironi, nel 2006.
La collaborazione col mondo della musica e liuteria comincia attraverso una serie di eventi e progetti con
l’allora famoso atelier liutario svizzero a Roma. Qui comincia anche lo studio della liuteria a livello storico e comparativo, che sfocia in uno studio meticoloso della scuola romana.
Il suo seguente libro “ Les yeux du violon”, del 2013 è il risultato degli studi e delle atmosfere dello studio
di liuteria. La creazione di un violino qui diviene la metafora della vita dei personaggi, unita da un brano
musicale, la Ciaccona per violino di Vitali.
Cremona, Roma, il violino, le loro nature ed atmosfere sono le protagoniste di questo volume, presentato
con mostra delle tavole presso la Casa delle Letterature in Roma, con un concerto a cui parteciparono
Vincenzo Maltempo, Simone Vallerotonda, Ludovico Minasi, Alfia Bakieva.
Il lavoro come organologo e liutaio si svolge creando un networking internazionale, tra Musei di cui diviene consulente e ricerca e conferenze nelle maggiori piazze internazionali. Con un lungo periodo passato
in Turchia a studiare sia la filosofia sufi che la teoria e pratica musicale dei maqam. Studio che gli provvederà una grande esperienza nel contesto comparativo degli strumenti della tradizione rinascimentale e
medievale europea.
Diviene, nel 2015, responsabile della Collection Thys de Castella di Lausanne, una delle raccolte di strumenti antichi private più importanti d’Europa. Con la collezione gestisce un rapporto di tre anni in cui
realizza due volumi : il catalogo della collezione e uno monografico sul violino Francesco Ruggeri del 1663
“Il veneziano”.
La promozione della Collezione viene realizzata con degli eventi nel 2016 insieme all’orchestra da camera
Interpreti Veneziani. Tra la chiesa di San Vidal e il Museo della Musica realizza conferenze e concerti che
affrontano in modo assolutamente nuovo il rapporto dell’organologia col pubblico. Presentando gli strumenti da un lato, realizzando concerti sugli stessi in modo da coinvolgere il pubblico e far sentire la voce
unica di capolavori come appunto il Ruggeri ma anche la Wellengeige di Wagner, il violoncello di Richelme, il violino decorato di F. Pique e molti altri.
Questa ricerca per la collezione lo porterà in estremo Oriente dove, tra Corea, Taiwan e Giappone, creerà
rapporti di lavoro e scambio con i maggiori musei dedicati agli strumenti.
Inoltre realizzerà un importante evento intorno al violino Ruggeri a Tokyo, presso l’Ambasciata spagnola,
con la violinista Lina Tur Bonet ed il compositore José Maria Sanchez Verdu.
In seguito farà una collaborazione importante come consulente sia tecnico che commerciale con l’azienda
portoghese APC. Con loro sarà presente nella Frankurter Musikmesse per diversi anni.
Come singolo espone i suoi strumenti nelle maggiori fiere mondiali: Shanghai, Francoforte, Cremona. Ma
anche nei festival dedicati agli strumenti in Italia: Trevi, Viterbo, Alessandria etc… Festival in cui si è anche esibito come solista.
Focalizza il suo studio sui metodi costruttivi di Stradivari. Ricerca che sfocia in due successi: la creazione
della chitarra barocca Stradivaria da un lato e dall’altro l’ identificazione di una sesta chitarra autografa
di Stradivari, scoperta all’interno del Museo degli strumenti musicali di Roma. Scoperta che lo ha portato
ai vertici della sua professione ed è stata pubblicata sulla rivista scientifica di settore di maggior rilievo
assoluto nel 2019 “ Strad magazine” di Londra.

Stradivaria è anche un successo commerciale, con ordini da Canada, Usa, Nuova Zelanda e Germania.
Si destreggia tra la professione di pittore e quella organologico liutaria con eventi che uniscano i due
mondi.
Nel frattempo lavora come assistente del direttore stabile del Mozarteum di Salisburgo Riccardo Minasi,
creando per quest’ultimo una serie di programmi sia per questa che per altre orchestre tra cui la Scintilla
di Zurich, che garantiscono grandi successi di pubblico. La sua conoscenza del repertorio unita alla capacità di coinvolgere il pubblico attraverso dei fili logici nel programma sono elementi vincenti.
Sempre con Minasi partecipa alla revisione di tutta la sezione degli archi dell’orchestra “La Scintilla”, creando per la prima volta una compagine in cui l’assetto degli strumenti ad arco possieda attacco e proiezione similare. In modo da cerare un possibilità di articolazione con la montatura barocca che sia flessibile.
In modo da suonare da Monteverdi fino a Bellini.
Con l’orchestra “La Scintilla” nel 2018 realizza a Zurich un evento che combina la musica con lo studio
della cucina del rinascimento, così legata alla ricerca filosofica attraverso la sua teoria degli umori e dei
contrasti.
Un grande successo, una cena di cucina rinascimentale e barocca, di sapori, momenti e contrasti, collegati
dalla musica.
Nel frattempo prosegue la carriera letteraria, con due altri volumi. “Selva di varia ricreatione” e “Artemisia me pinxit”, entrambi del 2017.
Nel primo, una raccolta di racconti a sfondo o legame musical, si trovano due opere premiate con menzione speciale e fiorino d’Argento al Premio Firenze nel 2013 e 2014.
“Artemisia me pinxit” nasce dal lavoro fatto nel 2002 alla mostra “I Gentileschi” in Palazzo Venezia a
Roma. E’ un affresco di vita della pittrice attraverso citazioni di quadri, poesie, immagini, luoghi della sua
esistenza.
Come concertista si divide tra i diversi strumenti di cui è solista, tra cui il liuto e vihuela rinascimentali, la
chitarra barocca, la chitarra flamenco, viola da gamba, l’oud, il saz e diversi altri.
Il suo concerto spettacolo “Roots of flamenco” è di prossima rappresentazione nei teatri d’Italia.
Ha studiato professionalmente come baritono, ricominciando ad esibirsi in questa veste nel 2021, dopo
aver recuperato la voce che era danneggiata per problemi oncologici.
Nel 2022 ha realizzato presso “Scuderie del Quirinale” un laboratorio evento intorno al salterio e un concerto intorno alla figura di Giulio III presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, con cui ha vinto il
bando dei Beni Culturali.
La sua lunga esperienza di studio della musica classica turca e persiana lo ha fatto esibire ,nel 2022, presso
il centro culturale dell’Ambasciata d’Egitto in Roma.
Quest’anno uscirà il suo progetto più ambizioso : “Claudio Monteverdi – Landscape of sounds”. Due volumi, uno di sole foto, uno di testo e due cd in collaborazione con la Tactus, intorno al paesaggio sonoro di
Claudio Monteverdi.
Solista dei seguenti strumenti: chitarra classica, chitarra flamenco, chitarra barocca, tiorba, vihuela, liuto rinascimentale, viola da gamba, violoncello, santur, baglama, oud, ribeca, banjo, ukulele tenore e baritono,
chitarra jazz, sitar, viola braguesa, liuto barocco Inoltre è attivo come baritono, specializzato nel repertorio cristiano antico, medievale, rinascimentale e moderno, con speciale attenzione al repertorio liederistico schubertiano e al bel canto italiano.

Libri pubblicati:
“Il Sole delle paludi – scene dalla vita dei Gonzaga”, 2004 Teseo editore
“Sole nero – gli anni romani di Michelangelo Merisi da Caravaggio” 2006 Teseo editore “Les yeux du violon” 2013 B4baroque
“La Collection Thys De Castella” 2016 B4baroque
“ The 1663 Ruggeri violin the venetian” 2016 B4baroque
“Selva di varia ricreatione” 2017 B4baroque
“Artemisia me pinxit” 2018 B4baroque
Vive e lavora a Roma. E’ titolare della ditta B4Baroque di Marinucci Emiliano.
Il suo sito è www.b4baroque.com
Emiliano Marinucci – B4baroque – Via Bixio 29 00185 Roma – +39 333 2123579

contatto mail: emiliano.marinucci1608@gmail.com – b4baroque@pec.it.


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