La storia dell’arte è costellata di episodi non molto edificanti sin dagli albori delle manifestazioni artistiche. Infatti, una minaccia si insediava ogni qual volta si creava un’opera artistica, cioè che prima o poi qualcuno la copiasse. Non è cosa rara trovare un’opera uguale o simile a quella originale, che magari sarà venduta a caro prezzo.
Non è sempre stato tutto così: già dagli antichi greci le opere si replicavano e molte delle quali finivano ad adornare la Roma imperiale, sempre nel passato, sino all’Ottocento, si copiava a buon diritto, perché si era seguaci di tale corrente, vedi i Manieristi, i Caravaggeschi, i Preraffaelliti ecc. o perché ci si rifaceva di sana pianta a un periodo storico come i neoclassici ecc..
Quello che voglio dire è che non erano dei truffatori in quanto dichiaravano apertamente di appartenere a un simile stile artistico capeggiato da tale artista e per quello venivano valutati.
Poi le cose sono cambiate: da quando a fine Ottocento l’arte non è più un fenomeno elitario, sorgono le gallerie e iniziano a fiorire i collezionisti nel ceto borghese. Così inizia il mercato come noi lo conosciamo adesso. L’astuzia di furbi mercanti, artisti o comuni artigiani trovò facili guadagni nel mercato del falso. Un problema che troviamo anche quando si eseguono opere diverse ma uguali per idea creativa; quest’ultimo fenomeno purtroppo è molto diffuso e molto più difficile da individuare e perseguire.

Macchine-inutili e Sculture-Inutili effettuate su modelli di Bruno Munari

Tra i diversi casi éclatanti si possono ricordare quello di Munari che denunciò Alexander Calder per avergli copiato le opere appese ai fili del soffitto, caso finito in tribunale con l’ammissione di Calder di averle viste in precedenza.

Alexander Calder

O quello di Mimmo Rotella che fece anni dopo i quadri con i manifesti strappati che aveva inventato il francese Jacques Villegle, un caso che, nonostante l’identica esecuzione di décollage, non è finito in tribunale, con il paradosso che i quadri di Mimmo Rotella hanno una quotazione maggiore del francese Jacques Villegle.

Diabolik di Mimmo Rotella
Jacques-Villegle

Di episodi del genere se ne possono annoverare tantissimi specie se si considerano artisti meno famosi degli importanti nomi citati precedentemente. Basta scendere di poco il livello degli artisti che trovi nei libri di storia dell’arte e si scopre di tutto. Una guerra senza regole dove tutti sono nemici di tutti.

Per gli artisti che hanno riscontrato problemi del genere ho fondato un gruppo su Facebook dove potete discutere sull’argomento. Il grruppo si chiama Artisti copiati consigliato anche agli artisti che si sono ritrovati con delle indesiderate opere “gemelle” che farebbero a meno di vedere. Penso che sia un argomento interessante da discutere insieme. Se è così andate su Artisti copiati cliccandoci sopra.

Lo scorrevole di Vector Pisani, performance del 1972, foto di Elisabetta Catalano. Vettor Pisani, (1934- 2011) artista concettuale espone la moglie di Michelangelo Pistoletto, bella nella sua nudità, attaccata a una catena. Rappresentazione del plagio. Pochi sanno che una norma (peraltro scarsamente applicata) del vigente Codice Penale, l’art. 603, recasse appunto il plagio come nomen juris della fattispecie criminosa: essa puniva chi (denominato «incubo») avesse ridotto altro soggetto in una condizione di schiavitù di fatto, sostituendo totalmente la sua capacità di determinazione a quella del cosiddetto succubo.

 

Di gila

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