Alessandro Cidda, Stefano Esposito, Claudio Orlandi, Roberto Petitti, Giorgio

Sacher

Mostra fotografica a cura di Barbara Martusciello
Inaugurazione: martedì 8 febbraio h 18.00

Prosegue la rassegna di opera fotografiche FotograficaMONTI curata da Barbara
Martusciello, che per la nuova mostra propone la collettiva “Per i contemplatori di
nuvole” coinvolgendo Alessandro Cidda, Stefano Esposito, Claudio Orlandi, Roberto
Petitti, Giorgio Sacher per un confronto sul tema del cielo e delle nubi.
In particolare, le nuvole sono qui centrali, intese come elemento non solo realistico,
paesaggistico, ma anche simbolico, immaginifico. Definite da Leonardo da Vinci “corpi
senza superficie”, restituite sia nell’arte da tantissimi autori nei secoli, sia nella Fotografia
già dai suoi esordi, sono state raccontate da Gavin Pretor-Pinney nel suo
“Cloudspotting Una guida per i contemplatori di nuvole” (2006), ovvero per chi non è
appagato della "tirannia del cielo azzurro", e da cui la mostra trae il suo titolo. La loro
raffigurazione proprio in fotografia conferma, semmai ce ne fosse bisogno, l’autonomia del
linguaggio fotografico secondo quanto magnificamente scritto e dimostrato da Luigi
Ghirri: sia nella serie sfociata nel libro del 1989 “Il profilo delle nuvole. Immagini di un
paesaggio italiano” – che palesò anche l’intenso sodalizio con l’amico scrittore e
documentarista Gianni Celati – sia, soprattutto, nel precedente “Infinito” (1974), immenso
lavoro di 365 fotografie del cielo, una al giorno, in una sequenza temporale di un anno che
esibì quanto neppure la fotografia, che è “iterazione, ripetizione progettata, sequenza
temporale”, possa essere “sufficiente a fissare l’immagine di un aspetto naturale” nella sua
totalità, dimostrandosi quindi “insufficiente per dare un’immagine del cielo” assoluta;
pertanto, poiché il reale non è delimitabile, né restituibile nella sua globalità e complessità,
se ne deduce e si conferma che la Fotografia risulta – come ormai acclarato – un
linguaggio indipendente e libero di esplorare senza legaccio alcuno, nemmeno quello della
realtà. Ciò è quanto anche Alessandro Cidda, Stefano Esposito, Claudio Orlandi,
Roberto Petitti e Giorgio Sacher ci fanno vedere, consci del contributo strepitoso che
l’arte visiva (dal Barocco a Gustave Courbet, dagli impressionisti ad Emil Nolde, da René
Magritte a Berndnaut Smilde, che addirittura le ricostruisce in galleria) e la fotografia
storica (Gustav Le Gray; Alfred Stieglitz, Ansel Adams e il Gruppo f/64, Alfred G. Buckham
e sue fotografie aeree…) hanno dato relativamente al soggetto “nuvole”, che la realtà ci
riserva e che l’immaginazione e investigazione personale di ogni fotografo può
consegnarci.

Mostra n. #13- in corso fino al 6 marzo 2022 – nell’ambito della rassegna di opera fotografiche
FotograficaMONTI – AntiGallery, Piazza degli Zingari, 3 Rm – dal lun. al giov.18:00-02:00; venerdì,sab. e dom. 15:00-02:00

Testo critico di Barbara Martusciello

La collettiva di opere fotografiche “Per i contemplatori di nuvole” coinvolge Alessandro
Cidda, Stefano Esposito, Claudio Orlandi, Roberto Petitti, Giorgio Sacher sul tema
del cielo e delle nubi. In particolare, sono proprio le nuvole ad essere centrali in questa
serie di immagini: intese come elemento non solo realistico, paesaggistico, ma anche
simbolico, immaginifico.
Definite da Leonardo da Vinci “corpi senza superficie”, descritte e nominate per la prima
volta nel 1802 dal farmacista, chimico e meteorologo inglese, Luke Howard – considerato
il padre della nefologia –, studiate e descritte pure J. W. Goethe in forma di diario nel
1820, sono state restituite nell’arte da tantissimi autori nei secoli, e pure nella Fotografia
già dai suoi esordi. Proprio tenendo presenti anche questi contributi, le nubi sono state
quindi raccontate da Gavin Pretor-Pinney nel suo “Cloudspotting. Una guida per i
contemplatori di nuvole” (2006), ovvero per chi non è appagato della "tirannia del cielo
azzurro", e da cui questa mostra trae il suo titolo.
La raffigurazione (e trasfigurazione) delle nuvole nelle istantanee dimostra, semmai ce ne
fosse bisogno, l’autonomia del linguaggio fotografico, secondo quanto magnificamente
scritto e mostrato da Luigi Ghirri: nella sua serie di foto sfociata nel libro del 1989 “Il
profilo delle nuvole. Immagini di un paesaggio italiano” – che convalidò l’intenso sodalizio
con l’amico scrittore e documentarista Gianni Celati – e soprattutto nel precedente
“Infinito” (1974). Tale immenso lavoro è imprescindibile per tanta fotografia successiva
incentrata su questo soggetto; si tratta di 365 fotografie del cielo, una al giorno, in una
sequenza temporale di un anno che esibì quanto neppure la fotografia, che è “iterazione,
ripetizione progettata, sequenza temporale”, possa essere “sufficiente a fissare l’immagine
di un aspetto naturale” nella sua totalità, dimostrandosi quindi “insufficiente per dare
un’immagine del cielo” assoluta; pertanto, poiché il reale non è delimitabile né restituibile
nella sua globalità e complessità, se ne deduce e si conferma che la Fotografia risulta –
come ormai acclarato – un linguaggio indipendente e libero di esplorare senza legaccio
alcuno, nemmeno quello della realtà.
Ciò è quanto anche Alessandro Cidda, Stefano Esposito, Claudio Orlandi, Roberto
Petitti e Giorgio Sacher ci fanno vedere, consci del contributo strepitoso che sia l’arte
visiva (dal Barocco a Gustave Courbet, dai Romantici agli impressionisti, da van
Gogh a Emil Nolde agli Espressionisti, da René Magritte a Berndnaut Smilde, che
addirittura crea nuvole in spazi espositivi) sia la fotografia storica (Gustav Le Gray; Alfred
Stieglitz dal Pittorialismo alla Straight Photography; Ansel Adams e il Gruppo f/64;
Alfred G. Buckham e sue foto aeree…) hanno dato relativamente alla tematica delle
“nuvole”; e avvalorano il fatto che l’immaginazione e l’investigazione personale di ogni
fotografo può consegnarci in modo sorprendente una piccola ma rilevante porzione di
mondo in cui ognuno può riconoscere una parte del proprio.

Barbara Martusciello

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Claudio Orlandi
Giorgio Sacher
Roberto Petitti, senza titolo.
Stefano Esposito, foto Golfo di Policastro 2010
Stefano Esposito , Golfo di Policastro, 2010

Di gila

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