Addio Radio Arte Mobile, Pieroni ci ha lasciati, un mito per pochi.
Nel contesto di un'apertura crescente, nasce RAM – radioartemobile nel 2003, creata da Pieroni e Stiefelmeier. Basata su un progetto selezionato dal programma europeo Culture 2000, l'idea sostenta da Federico Fusj è semplice e audace: usare la radio per collegare artisti, opere e luoghi lontani, superando i limiti degli spazi espositivi fisici. Inizialmente RAM è davvero mobile. Un furgone con attrezzature per trasmissioni via internet visita partner europei, ospitando artisti e progetti sonori. La mobilità è strategica: consente connessioni in tempo reale, diffondendo idee e opere senza necessità di presenza fisica nello stesso luogo.
L'esperienza di Pieroni e Stiefelmeier li conduce a esplorare una dimensione artistica che, sebbene sempre presente nelle loro attività, ora acquisisce un'importanza indipendente: il suono. Nel 2005 RAM emerge come progetto autonomo da Zerynthia, integrando l'attività radiofonica con esposizioni e ricerche sulla Sound Art. Questo cambiamento è di notevole importanza. Mentre la galleria aveva costruito la sua identità sulla relazione tra opera e spazio, il suono introduce un nuovo modo di interagire con l'ambiente: non necessita di un supporto visibile, può attraversare edifici, raggiungere spazi lontani e trasformare ambienti vuoti in esperienze collettive. Non si tratta di una semplice colonna sonora per un'opera, ma di un linguaggio autonomo capace di trasmettere significato. Nel 2004 RAM lancia il SAM – SoundArtMuseum, un archivio perpetuo di opere sonore che raccoglie e rende disponibili materiali di ricerca e sperimentazione. Nel 2007 nasce RAM LIVE, la radio web in streaming, in un periodo in cui l'uso della rete come mezzo di produzione e diffusione culturale non è ancora comune. La radio diventa un punto d'incontro tra arti visive, suono, parola e ricerca interdisciplinare. Nel manifesto di RAM appare anche il contributo di Mario Merz, che disegna una spirale sopra l'immagine di un microfono. Questo simbolo cattura l'idea di un suono capace di espandersi, propagarsi e collegare elementi altrimenti isolati.
La storia di RAM va oltre la sperimentazione tecnologica. Durante la pandemia, Pieroni e Stiefelmeier sospendono lo streaming continuo, preferendo esplorare nuovi modi di ascolto come podcast e il progetto Weekly. La loro scelta riflette un approccio consapevole: non adottare tecnologie solo per innovazione, ma esplorarne le potenzialità e modalità di fruizione. Questa ricerca porta alla creazione di MPDS, un archivio sonoro che raccoglie decenni di materiali, dalle registrazioni della Galleria Pieroni alle interviste con artisti, tavole rotonde e progetti RAM. Integrato nell’Accademia di Belle Arti di Roma e accessibile online, l’archivio è pensato come una risorsa dinamica da consultare e arricchire. RAM svela così una dimensione cruciale: conservare non solo opere, ma anche voci, conversazioni e processi che costruiscono l’arte. Il suono diventa memoria, e la memoria una forma viva di presenza.
Nel 2016, la fondazione di No Man’s Land a Loreto Aprutino, in Abruzzo, segna un nuovo percorso. Il progetto nasce dall’opera di Yona Friedman e Jean-Baptiste Decavèle, che realizzano un’installazione su oltre due ettari. Le opere dialogano con il paesaggio, la vegetazione e il tempo, creando un parco d’arte contemporanea libero da vincoli di accesso. L’iniziativa promuove una cultura condivisa, priva di biglietti e regolamentazioni. Le installazioni si fondono con la natura, trasformando il territorio in spazio di esperienza e incontro. Questo approccio riflette la visione di Pieroni: integrare l'arte nella vita quotidiana, costruire relazioni e favorire la fruizione libera senza barriere. La scomparsa di Pieroni lascia una traccia che supera la storia di una galleria o di un progetto. È l’eredità di una pratica culturale resiliente, centrata sulla fiducia negli artisti, sull’incontro e sulla capacità dell’arte di creare comunità.
