Forse sono stato un po’ troppo severo nel giudicare David Hockney, ma resto convinto che la qualità artistica debba sempre prevalere sopra ogni altra considerazione. Certo, ciascuno è libero di dipingere ciò che desidera, massimo rispetto per la libertà creativa. Tuttavia, e concedetemi il termine, quando ci si confronta con certi soggetti pittorici, non si può parlare di capolavori. Sono piuttosto “quadretti”: belli, sì, ma incapaci di guadagnarsi un posto al vertice delle maggiori quotazioni d’arte mondiali. Questo non solo tradisce il buon senso e il valore autentico dell’arte, ma si configura anche come un affronto nei confronti di tante ricerche artistiche di alto livello e un’ umiliazione di veri capolavori che hanno modificato il corso della storia dell’arte. Prendiamo ad esempio ” Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)”, probabilmente una delle opere più elaborate firmate da Hockney. Il quadro rappresenta un paesaggio – realizzato con tecniche che richiamano l’uso del tampone, uno strumento associato alle produzioni artigianali di serie tipiche dei mercatini. Nel dipinto, una piscina con un nuotatore visto dall’alto, apparentemente ritratto a partire dal corpo di un amico dell’artista (secondo l’interpretazione fornita dai critici), è affiancata sulla destra da un autoritratto dello stesso Hockney mentre osserva la scena. Leggendo i commenti sul quadro, sembra quasi che si voglia attribuire ai due soggetti dipinti un pathos profondo, ma la resa visiva è affatto complessa; anzi, richiama quella diretta ed essenziale della cartellonistica. Per dirla tutta, ci sono fumetti che riescono a comunicare dinamiche più articolate. Ma tralasciamo questo aspetto. L’opera, comunque di discrete dimensioni, ha raggiunto la cifra record di 28,5 milioni di dollari. Anche per chi potesse apprezzarla, una quotazione simile appare palesemente esagerata. Ciò che sconcerta ulteriormente è l’atteggiamento quasi rassegnato del mondo culturale e artistico davanti a questi fenomeni, con continui tentativi da parte degli artisti di rincorrere valori economici così spropositati. Questo meccanismo non è altro che una manifestazione di sregolatezza che sta trasformando l’arte contemporanea in una sorta di roulette da casinò: se hai fortuna, puoi vincere somme da capogiro. Ma a quale costo? David Hockney batte Jeff Koons e diventa l’artista vivente più costoso della storia. In un duello di dieci minuti di puntate al telefono, un’iconica tela dipinta nel 1972 dal pittore dello Yorkshire è stata battuta da Christie’s per 90,3 milioni di dollari: un record. Combinando i due temi su cui Hockney stava lavorando in quegli anni, le “piscine” e i “doppi ritratti”, ” Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” è, con buone ragioni, uno dei quadri più famosi dell’artista, riprodotto sulla copertina di molte monografie ed esposto nella retrospettiva internazionale organizzata per celebrare i suoi 80 anni. Il quadro rappresenta un uomo vestito da capo a piedi sull’orlo di una piscina che guarda un altro uomo che nuota verso di lui. Il primo uomo è Peter Schlesinger, l’ex compagno dell’artista e un suo ex studente alla University of California a Los Angeles. La tela data all’epoca in cui la grande love story tra maestro e allievo era finita: l’uomo che nuota potrebbe essere il nuovo amante. Posti in piedi nel salone di Christie’s a Rockefeller Center e un lungo applauso hanno accolto il momento in cui sul quadro dell’81enne artista di Bradford il martello del battitore ha certificato il “venduto” da record. Alla vigilia, la casa d’aste aveva stimato ” Portrait of An Artist” 80 milioni di dollari, definendolo “uno dei grandi capolavori dell’era moderna”. Tra i proprietari recenti del quadro, realizzato per una mostra del 1972 alla André Emmerich Gallery di New York, c’e’ stato anche il mogul del disco David Geffen che nel 1995 lo passo’ di mano per una cifra non rivelata all’attuale venditore, il miliardario britannico Joe Lewis, proprietario del Tavistock Group e della squadra di calcio dei Tottenham Hotspur. Nel lontano 1972 Emmerich aveva venduto la tela per 18 mila dollari rendendosi ben presto di averlo sotto prezzato: di li’ a poco l’acquirente lo rivendette per quasi tre volte tanto. Il record precedente di Hockney, stabilito quest’anno, era di 28,5 milioni di dollari. Il primato per un’opera di un’artista vivente venduta all’asta apparteneva a ” Balloon Dog ( Orange)” di Koons, battuto nel 2013 per 58 milioni di dollari. Ma se questo non vi bastasse vi avverto che non è tutto, se pensaste che sono fenomeni che avvengono all’estero qui in Italia abbiamo Salvo, Salvo Mangione, l’artista vivente più quotato al momento. I suoi quadri sono altrettanto deludenti come gli artisti prima menzionati. Fati con tecniche artigianali che trovi nei quadri seriali dei mercatini hanno un valore che lascia stupiti. Quadri figurativi infantili come soggetto che sembrano fatti da un bambino, nemmeno da una manoesperta, forse a sottolinearne l’aspetto naif. Concludo con la recente polemica sullo scultore Jago che pare abbia fatto girare i così detti a tutto il mondo dell’arte per il successo raggiunto. Si, il figurativo è rassicurante e guarda caso è quello che fanno gli artisti che ho preso in esame. Forse troppa arte concettuale ha deluso al punto che la figurina dipinta o scolpita “piace”, va bene, forse perché peggio di così non può andare.
Goyan
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